Ernesto Burgio è stato un medico pediatra che si è occupato essenzialmente di epigenetica del neurosviluppo e di medicina ambientale.
Ma è stato soprattutto un ricercatore nella vita e per tutta la sua vita, che si è dedicato allo studio del benessere dei bambini fin prima del loro sviluppo nel grembo materno. Da giovane ha portato il suo straordinario intuito di medico e la sua sensibilità spirituale di credente in terre straniere come l’Africa e la Romania, paesi difficili e drammatici dal punto di vista della sanità e poveri di risorse di ogni tipo….
Ma era anche un amico con il quale ho condiviso semplicemente la vita, dal 1989 sino alle ultime ore trascorse all’Ospedale La Maddalena di Palermo, dove si è addormentato domenica 5 luglio scorso. Con la moglie Cinzia, una donna eccezionale che ha saputo condividere con lui la gran parte della sua vita scientifica e terrena, ho avuto la fortuna di vivere tutta la giovinezza e quest’ultimo tratto di strada per entrambi così duro e doloroso.
I bambini sono stati sempre il centro della vita di Ernesto e Cinzia Burgio, che in prima persona faceva parte dell’Apis sostenendo con discrezione e generosità bambine poi ragazze che negli anni avevano bisogno di un sostegno allo studio, in un macrocosmo complesso come quello dell’India: una, due, tre, centinaia e migliaia di volti anonimi che grazie al loro operato – in modo diverso - hanno potuto sperare concretamente in un futuro migliore.
Per questo e per volontà di lei, il ricordo di Ernesto Burgio si legherà ad un progetto appena messo in cantiere dall’Associazione Pro India del Sud (Apis) e che riguarda i bambini di un istituto che raccoglie orfani e ragazzi di strada nell’estremo sud dell’India, in Tamil Nadu: la costruzione di una sala mensa per i bambini dell’anbu illam (casa dell’Amore in tamil) di Adivaram, nella campagna di Salem. Il progetto è la fine di un lungo viaggio per restituire loro una nuova cucina sana e decorosa, liberandola dall’eternit e da condizioni malsane dal punto di vista igienico sanitario. Una struttura che ora si avvale anche di nuovo allestimento di pentole, elettrodomestici, di acqua purificata con moderni sistemi, impianti di cottura e di conservazione che permetterà a tutti di poter mangiare cibi sani, accuratamente preparati e ben conservati.
Grazie al ricordo di quest’uomo straordinario che ha dedicato l’intera esistenza alla ricerca e grazie al vostro aiuto concreto, potranno così in futuro avere una sala adiacente dove poter consumare i pasti non più seduti sulla nuda terra, né soggetti all’intemperie del caldo torrido in estate e della pioggia in tempo dei monsoni.
Nandrì, in lingua tamil “GRAZIE”
Federica Annibali
Creato da An:Ca © Copyright 1997 – 2026 APIS India Onlus – ODV – Privacy Policy