APIS India Onlus
Io e Dharmaseelan. Diario di un’emozione

Io e Dharmaseelan. Diario di un’emozione

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Fare questo viaggio (si tratta di quello organizzato dall’APIS nell’agosto 2007) è stata un’idea nata così per caso…. Ho fatto un’adozione con l’APIS circa un anno e mezzo fa perché era da tanto che avevo questo desiderio nel cuore e quando si è presentata l’occasione che mi aveva pro­spettato Federica, ho accettato; anche per­ché non mi fidavo molto di dove andas­sero a finire i miei soldi… Desideravo che veramente un bambino potesse vivere un po’ meglio e avesse la possibilità di stu­diare, ma non gradivo affatto l’idea che qualcuno utilizzasse questo mio desiderio per riempire le proprie tasche!

Così — più che dell’APIS che ancora non conoscevo — mi sono fidata di lei ed ho ac­cettato ed ho adottato DHARMASEELAN un bambino adorabile di appena 10 anni. Quando Federica mi disse che avrebbe organizzato un viaggio in India per il mese di agosto, io gli dissi “Si’ di getto, quasi senza pensarci, sicura che poi avrei rinun­ciato anche perché il continuo litigio con il mio conto in banca e l’idea di fare un viag-gio in un posto così lontano e — credevo molto costoso — mi spaventava.

Un pensiero solo avevo in testa: andare in India per conoscere Dharmaseelan e dissi a Federica che sarei andata solo per questo! Ed è stato così… Abbiamo com­prato tanti pensierini per i bambini delle scuole Salesiane dove saremmo andati: piccoli oggetti di cartoleria per la scuola, magliette e pantaloncini per bambino, piccoli giochi… Avevo deciso di portare un regalo personale per Dharmaseelan con il desiderio di consegnarglielo personalmente!

L’attesa di questo incontro è stata bellissima e nello stesso tempo ansiosa; ero molto preoccupata e imbarazzata… Pensavo “Cosa gli dirò?, Cosa penserà di me?, Saprà chi sono? E soprattutto si sarà chiesto perché lo faccio?” Avevo paura che tutte queste domande e soprattutto delle risposte che avrei dovuto dare.

Ho pregato molto per questo viaggio e in particolar modo per questo incontro e devo dire che meglio di così non poteva avvenire! Quando mi affido al Signore, Lui è lì con me…sempre! E anche questa volta c’era.

È stato tutto molto semplice e bellissimo! Era lui che era imbarazzato e intimidito, si vergognava e cercava il mio ap-poggio e la mia considerazione. Io temevo di non aver fatto abbastanza per lui perché da noi 250,00 euro l’anno non sono nulla e quindi temevo il suo giudizio. Mi sbagliavo perché misuro le cose secondo il mio metro; sono stata accolta come una regina, una specie di santa brava, bella e buona che meritava lei tanti riconoscimenti.

Tutti i bambini della scuola di Pondicherry e i padri Salesiani mi hanno accolto con amore, un amore puro, semplice, un amore che non avevo mai conosciuto e che sicuramente non sentivo di meritare. Così sono stata io a provare molto imbarazzo, ma anche e soprattutto una grande gioia perché era la prima volta in vita mia che mi sono sentita amata così!

C’è stato un momento molto bello che desidero raccontare; dopo lo spettacolo di musiche e danze che i bambini avevano organizzato per noi nel piccolo teatro all’aperto antistante la scuola, siamo saliti a mangiare di sopra. Alla fine della cena era molto tardi e tutti i bambini erano andati a dormire — qualcuno del gruppo mi è venuto a chiamare per dirmi che Dharmaseelan era nel cortile da solo. Mi sono affacciata dal balcone e lui era lì che mi guardava e mi sorrideva stringendo al petto il mio regalo e mi aspettava per tor¬nare insieme alla scuola!

Ho avuto un colpo al cuore e subito ho preso una coppetta di gelato al pistacchio che ci stavano offrendo e sono scesa sotto per darlo a lui; è stato così contento di quel gelato! Lo mangiava con gusto e mi guardava sorri¬dendo, senza parlare perché purtroppo non sa l’inglese, ma del resto anch’io ne so molto poco! E poi cosa c’era da dire?

Siamo tornati alla scuola insieme e lui non voleva andare a dormire! Mi guardava e mi sorrideva con una dolcezza che al ricordo mi commuove ancora…

Mi ha colpito molto la gioia e la serenità di questi bambini che pur non avendo nulla sono felici. Non ho potuto fare a meno di confrontarli con i bambini italiani che hanno il superfluo e non si acconten¬tano mai e anzi sono infelici…

Sono andata in India per avere “con-ferme” ed ho conosciuto delle persone meravigliose come i padri Salesiani che si occupano di questi bambini più bisognosi e vi assicuro che in India sono un’enormità. Non si può immaginare quanta povertà, sporcizia ho potuto incontrare sulle strade dell’India! Questi preti sono davvero dei santi e fanno tutto solo per Amore… Ho conosciuto il mio bambino e lui ha conosciuto me e questa è la cosa che conta, ora so che quei pochi soldi versato sono benedetti da Dio